Rompere il ghiaccio è sempre una buona idea

Nov 6, 2025 | VITA DA FREELANCE

Ho pensato molto a come esordire su questo blog, che vorrei fosse uno spazio vivo e vivace. Vorrei che qui dentro finissero le mie riflessioni, a volte più compiute, altre volte ancora grezze. Un vero e proprio esercizio di scrittura. Dopo un po’ di titubanza e molta attesa non solo da parte mia, ma anche di chi lo doveva mettere in piedi e aveva bisogno di materiale per poterlo impostare, mi sono detta che mi devo fidare dell’istinto. E allora parto facendo il punto su cosa ha rappresentato l’ultimo anno per me.

Un anno di rivoluzione (ed evoluzione)

Da un anno a questa parte ho rivoluzionato la mia routine settimanale. Primo step: mi sono imposta di interagire con più persone nel quotidiano, e per farlo ho iniziato a frequentare Sloworking, che non è solo un coworking ma un’associazione e un luogo di incontro nel cuore della Brianza. Nei suoi primi 10 anni di vita, grazie alle persone che lo animano sono nati progetti ambiziosi, reti, amicizie. E anche un evento dal vivo (spoiler: la seconda edizione è in arrivo il prossimo marzo).

A questo si sono aggiunte diverse situazioni virtuali, perché se è vero che vedersi dal vivo è utile e bellissimo, oggi una connessione ci permette di creare e tenere accese relazioni anche a distanza. E di farci compagnia, attività semplice a cui a volte non diamo il giusto peso.

La prima è stata un percorso per definire la mia visione. Mi sono portata a casa un’idea più chiara sullo sviluppo del mio lavoro e di questo sito, che ha visto la luce di lì a poco, ma anche un gruppo di persone che sono diventate amiche e compagne di viaggio, con un appuntamento fisso mensile da cui esco sempre con qualcosa di utile.

Al coworking “fisico” se ne è poi aggiunto anche uno virtuale. Parlo del Dar-Co, ovvero il coworking di Donne a righe, il podcast in cui Cristina Carrano e Tatiana Ippolito raccontano il lavoro dei freelance. Nel tempo, anche il Dar-Co si è trasformato in una vera community: ci si trova online per fare rete e lavorare in compagnia (il tema ritorna), ma anche dal vivo, creando occasioni di incontro tra le persone che vivono vicine o durante gli eventi sparsi per l’Italia.

Il mio primo evento dal vivo

Poi, a maggio, in una giornata di sciopero che mi ha costretto a rinunciare al treno, mi sono ritrovata a fare car pooling (anche questa una novità per me) con tre sconosciuti a cui mi accomunava la grande curiosità per la giornata che stava per tenersi a Padova: la seconda edizione veneta del Freelancecamp.

Mentre ero nel pieno del lavoro a questo sito, che rappresentava (finalmente) il mio biglietto da visita fino a quel momento rimasto nel cassetto, a Padova ho capito che non è obbligatorio avere tutte le risposte, una convinzione che finisce solo per sminuirci. Ma soprattutto, mi è stato chiarissimo che entrare in contatto con persone diverse, che fanno a volte lavori di cui nemmeno si conosceva l’esistenza, serve a capire che possiamo spaziare, inventare e realizzare qualcosa che porti valore nei luoghi umani in cui lo facciamo entrare.

Qualche riflessione sulla libertà

In tutte le occasioni di cui ho appena parlato, torna periodicamente un tema: quello della libertà, di cui tra l’altro si è molto parlato anche nell’edizione bolognese del Freelancecamp, dello scorso 9 ottobre.

Soprattutto tra donne, ci diciamo spesso che, se è vero che siamo libere professioniste, dobbiamo imporci di essere professioniste libere. Privilegio e fatica allo stesso tempo, e in un certo senso l’ambizione più forte. Ma forse esiste un’ambizione ancora più grande: portare un po’ di questa libertà (se non di movimento, almeno di pensiero e di azione) all’interno delle organizzazioni e dei team nei quali andiamo a condividere non solo le nostre competenze ma anche la nostra personalità.

In questi ultimi dodici mesi ho imparato molto, anche su di me. Forse userò una metafora ormai logora, ma sono convinta che dai semi che spargiamo intorno a noi – e da quelli che sappiamo osservare – prima o poi nascerà qualche frutto.

Se la pensi come me e hai voglia (o bisogno!) di un confronto, scrivimelo nei commenti o contattami.

Se questo post ti è sembrato utile, condividilo con chi credi possa trarne ispirazione.

Ci rileggiamo presto! È una promessa.

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Silvia Cavenaghi

Ciao, sono Silvia. Traduco dall’inglese e dal francese, scrivo e revisiono testi in italiano, progetto percorsi di formazione linguistica su misura per i miei clienti.