Se tradurre è una porta sul mondo… tradurre libri apre a infiniti mondi nascosti tra le pagine.
Tra tutti i miei lavori nel campo delle lingue, della traduzione, della scrittura, quello che colpisce più di tutti le persone con cui ne parlo è la traduzione editoriale. Accade tanto con chi fa parte da sempre della mia vita quanto con le conoscenze più recenti. Ma che cos’hanno i libri di così speciale?

Il prestigio dei libri
Credo c’entri il prestigio che oggi − in un mondo in cui si parla così spesso di intelligenza artificiale, di macchine che sostituiscono l’umano o che potenzialmente lo faranno − i libri continuano ad avere.
Anche in Italia, un paese dove si legge poco e si comprano pochi libri ma se ne pubblicano moltissimi − nel 2024 quelli cartacei sono stati 85.872 −, chi scrive un libro, compare in un libro o fa da ponte tra una lingua e l’altra si vede riconoscere un merito che per altre attività non raccoglie. Viene visto come qualcuno che, in una scala di competenze, di conoscenza, di cultura, sta (più) in alto.
Potrei dire molte cose sulla salute dell’editoria dal punto di vista di chi ci lavora da freelance, e magari in qualche altra occasione lo farò. Quello che mi interessa condividere oggi è che la sensazione di stare facendo qualcosa di molto importante, quando traduco un libro, ce l’ho anch’io.
Cosa vuol dire tradurre un libro
I libri a cui ho lavorato come traduttrice dal 2007 sono tantissimi, ho letteralmente perso il conto. Di sicuro più di 150, tra albi illustrati, romanzi, graphic novel, saggi, libri di cucina, guide di viaggio, manuali di fai da te, libri di cucito e molto, molto altro. Alcuni sono stati davvero speciali per le sfide a cui mi hanno messo di fronte, ma anche per la bellezza che mi hanno dato la possibilità di scoprire e gli argomenti che mi hanno “costretto” ad approfondire. Come dimenticare il consulto con l’ingegnere civile italiano che vive in Francia per capire come tradurre il nome di un certo tipo di escavatore in un libro per bambini, capolavoro di ingegneria della carta?
Insomma, ogni libro è un percorso che cela un mondo nuovo. E se, da una parte, la mia formazione specifica mi dà gli strumenti per affrontare ogni lavoro sapendo come gestirlo, è altrettanto vero che dentro i libri trovo una ricchezza linguistica e di conoscenze che altrimenti mi perderei. Perché tradurre un libro è leggerlo all’ennesima potenza.
I libri che ho tradotto negli ultimi anni
Dopo diverse riflessioni, nel progettare questo sito ho scelto di concentrarmi su alcuni servizi specifici, consapevole di tenere fuori da questo “recinto” un pezzo non banale del mio lavoro fin qui. Sono convinta che sia la scelta giusta, ma ho pensato avesse comunque senso parlare di questa parte del mio mondo che qui verrà mostrata un po’ meno rispetto ad altro.
E allora ho messo insieme i libri che ho tradotto più di recente. Non è detto che si trovino tutti in libreria: la vita dei libri sugli scaffali può essere molto breve per via della sovrapproduzione tipicamente italiana a cui accennavo sopra. Se ti interessa dare un’occhiata, puoi scaricare qui l’elenco, in cui i libri sono suddivisi per lingua di lavoro e genere.
Di qualunque cosa ti occupi nella vita, quanto sei cosciente del ruolo di chi traduce quando apri un libro? Sono curiosa di leggere le tue riflessioni! E se hai voglia di fare due chiacchiere per approfondire anche questa parte del mio lavoro, possiamo sempre fissare una video call gratuita.
