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Language Coaching,
traduzione e redazione
Sono Silvia, una Neurolanguage Coach® certificata e accreditata. Cosa vuol dire? Che aiuto le persone a ritrovare sicurezza quando hanno la necessità di esprimersi in inglese, francese o italiano, a riconoscere i propri blocchi e a superarli.
Dal 2007 ho tradotto decine e decine di libri dall’inglese e dal francese, scritto e rivisto testi in italiano sulla base delle necessità dei miei clienti. Continuo a farlo, sempre con cuore e cervello.
Le lingue straniere
al centro
Alle scuole medie ho scoperto l’inglese, e da lì il mio percorso di studi ha preso forma: diploma linguistico, laurea triennale in Lingue Moderne all’Università degli Studi di Bergamo e biennio di specializzazione in Traduzione letteraria presso la Scuola civica Altiero Spinelli di Milano, in collaborazione con l’Université Marc Bloch di Strasburgo.
Nel mezzo e subito dopo, un’esperienza all’Université Grenoble Alpes e un viaggio negli Stati Uniti, più precisamente in North Carolina, dove ho decifrato con successo accenti ostici anche per le persone madrelingua.
Con l’arrivo della pandemia e di mia figlia Giulia sono tornata freelance al 100%, dedicandomi anche alla formazione linguistica online e in presenza, per singoli e per piccoli gruppi.
Con Giulia ancora nella pancia ho superato l’esame DALF, ottenendo il riconoscimento del livello C2 per la lingua francese, il più alto per chi non è madrelingua. Una soddisfazione enorme, e un nuovo punto di partenza.
Oggi, sono una Neurolanguage Coach® certificata e accreditata. Grazie a questo nuovo percorso, ho unito le mie competenze linguistiche al coaching e scoperto la potenza delle neuroscienze, confermando la mia intuizione: è possibile imparare o perfezionare una lingua senza stress e imposizioni, ed evitare i blocchi tipici della formazione tradizionale. Puoi scoprire il mio approccio qui.
Qualcosa in più
su di me
Per imparare l’inglese una grande mano me l’ha data la musica. Da ragazzina era più forte di me: avevo bisogno di capire cosa dicessero le canzoni che mi piacevano, e grazie a questa immersione ho fatto miei costrutti e vocaboli che altrimenti chissà quando avrei imparato.
Camminare in montagna è faticoso per chi come me non ha lunghe leve in dotazione, ma raggiungere una cima, o andarci molto vicino, è un’enorme soddisfazione. In passato l’ho fatto varie volte, punto a farlo anche in futuro con una bimba un po’ più grande accanto.
Di recente mi sono lanciata nell’improvvisazione teatrale, un allenamento potentissimo per cuore e cervello. Oltre tutto, ha moltissimi punti in comune con il mio approccio alla formazione linguistica (leggi alla voce: nessun giudizio).